BIOARCHITETTURA PER IL CLIMA

3 Luglio 2025

Questa mattina, al convegno promosso da Università LUMSA e Fondazione Bioarchitettura Rivista abbiamo ragionato insieme su un tema decisivo: come rendere le nostre città capaci di resistere e reagire al cambiamento climatico.

Dai villaggi verticali di Singapore ai muri perimetrali nostrani rivestiti di verde, ai quartieri ecologici di Tubinga, Monaco, Düsseldorf, progettati da Joachim Eble, si è parlato delle misure sperimentate e in corso di realizzazione nel mondo per contenere gli effetti devastanti del cambiamento climatico. Architetti della sostenibilità ambientale, singoli o associati si sono confrontati con professioniste come Enrica De Paulis, urbanista, esperta di pianificazione, dirigente del settore Rigenerazione urbana in Campidoglio e della Ricostruzione pubblica a L’Aquila, dopo il terremoto.

Nel corso del convegno è stato presentato l’Albero Bioclimatico, una installazione architettonica ispirata all’idea originaria di Gian Lorenzo Bernini per il colonnato di piazza San Pietro reinterpretata da Wittfrida Mitterer, presidente della Fondazione Biorchitettura. e progettata dall’architetto Martin Haas.

Un’opera che si inserisce nella visione ecologica integrale promossa dall’Agenda 2030, in quanto offre una soluzione per mitigare le isole di calore urbane valorizzando lo spazio pubblico e promuovendo l’architettura sostenibile.

Il cuore dell’Albero Bioclimatico è il suo sistema di raffrescamento, che sfrutta acqua vaporizzata, ventilazione naturale e vegetazione rampicante per abbassare la temperatura circostante senza consumi energetici elevati. Le colonne in terracotta, le coperture verdi il bambù come materiale strutturale e l’uso di energia fotovoltaica per pompe e illuminazione rendono questa installazione un modello di efficienza e semplicità; una soluzione a bassissimo impatto ambientale, facilmente replicabile nelle piazze e in altri contesti urbani.

Roma Capitale sta lavorando seriamente sul tema dell’adattamento al cambiamento climatico, con la forestazione urbana, il depaving, i parchi d’affaccio sul Tevere, la rete dei rifugi climatici.

Per contrastare le isole di calore servono strategie integrate, sapere condiviso e scelte coraggiose. Abbiamo già piantato oltre 115.000 alberi e arbusti, e ne arriveranno più di 500.000. Vogliamo rinaturalizzare Roma e renderla una metropoli più giusta, resiliente e sana. Non è solo una sfida ambientale, è una sfida di equità e salute pubblica.

Grazie a chi ogni giorno lavora con visione e responsabilità per rigenerare lo spazio pubblico. I nostri progetti non parlano solo di ambiente: parlano di giustizia climatica, di diritto al verde, di futuro.

Roma, 3 luglio 2025

#romasostenibile #transizioneecologica #Agenda2030 #ForestazioneUrbana

Sabrina Alfonsi

Sabrina Alfonsi

Assessora all'agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma Capitale

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