REAL URBAN GREEN, PROGETTI PER LA CITTA’ CHE CAMBIA

4 Aprile 2026

Presentato giovedi 2 aprile a Villa Altieri il primo cantiere pilota di Real Urban Green: un progetto europeo che mette al centro cittadini e natura per adattare la città al clima che cambia.

Il caso scelto è Monte Ciocci, il rilievo che domina il quadrante nord-ovest e affaccia sulla cupola di San Pietro: qui nascerà un biolago per raccogliere e riutilizzare l’acqua piovana, si estenderà l’orto urbano comunitario e si sperimenteranno interventi ispirati alle “città spugna”, con l’obiettivo di raffreddare lo spazio pubblico e aumentare la resilienza ai picchi di calore.

Cofinanziato dal programma Interreg Euro-MED, Real Urban Green coinvolge, insieme a Roma, altre città in sei Paesi europei.

La logica è quella della rete: si condividono pratiche, si misurano risultati, si costruisce una cassetta degli attrezzi replicabile.

A Roma il progetto è coordinato da Risorse per Roma, società in house di Roma Capitale, in raccordo con il Municipio XIV e con le strutture capitoline competenti, tra cui il Dipartimento Tutela Ambientale.

Il cronoprogramma prevede quattordici azioni con l’obiettivo di consegnare i primi risultati entro l’autunno.

All’incontro di presentazione hanno partecipato l’assessora capitolina all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi, il presidente del Municipio XIV Marco Della Porta, il presidente della IV Commissione capitolina Ambiente Giammarco Palmieri e Claudio Bordi, responsabile dell’Unità Progetti Europei di Risorse per Roma.

L’assessora Alfonsi ha inquadrato l’iniziativa come una prova su campo delle politiche che l’amministrazione sta definendo: piani del verde e della natura, adattamento climatico, indirizzi urbanistici per edifici più performanti.

«È un progetto che guarda alle isole di calore e all’acqua come risorsa finita» ha detto, indicando la replicabilità come criterio guida: ciò che funziona va esteso “nei quartieri, negli orti, nelle ville e nei parchi”.

Il cuore tecnico è l’approccio NbS, Nature-based Solutions: infrastrutture verdi e blu, suoli permeabili, ombreggiamenti naturali, gestione circolare dell’acqua.

Nel caso di Monte Ciocci questo si traduce in un sistema che raccoglie le piogge, le stocca nel biolago e le reimmette nell’uso civico dell’orto; in parallelo, si riorganizzano superfici e percorsi per massimizzare ombra e infiltrazione, riducendo ruscellamenti e temperature superficiali.

Sono micro-interventi, ma puntano a un risultato misurabile sulla qualità della vita: più accessibilità nei mesi caldi, maggior fruizione degli spazi e meno stress termico.

La dimensione civica è l’altro asse. Real Urban Green nasce dichiaratamente “dal basso”: processi di co-progettazione che includono residenti, associazioni, ortisti e scuole del territorio.

L’idea è che la manutenzione e l’uso siano parte integrante del disegno: ciò che si crea deve poter essere curato da chi lo vive. Per questo i tavoli territoriali accompagneranno ogni fase, dalla definizione degli interventi alla loro verifica.

Nelle parole del presidente di Risorse per Roma, Fabio Bellini, Monte Ciocci è “il risultato concreto di una visione che nasce dal Municipio XIV e trova attuazione in opere reali”, come la ciclabile che dal parco porta fino a San Pietro. Anche in questo caso, la sfida è connettere simbolo e pratiche: un parco che guarda tutta la città e un progetto che entra nel quotidiano, mettendo in rete energie e competenze per una Roma “più giusta e più sostenibile”.

Se il cronoprogramma sarà rispettato, l’autunno offrirà i primi indicatori: capacità di raccolta del biolago, metri quadri di suolo rinaturalizzato, giorni/anno di fruizione sicura nelle ore più calde. Il valore politico, insistono i promotori, sta nella possibilità di moltiplicare l’esperienza: orti, ville storiche e parchi periferici come campo di prova permanente per l’adattamento climatico.

Da Monte Ciocci, un metodo che ambisce a fare scuola.

Sabrina Alfonsi

Sabrina Alfonsi

Assessora all'agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma Capitale

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