Gli eventi metereologici che si sono verificati dall’inizio del nuovo anno hanno provocato nel giro di poche settimane la caduta di tre grandi pini ultracentenari in Via dei Fori Imperiali, nell’area archeologica centrale.
Un quarto esemplare è stato abbattuto in quanto non aveva dato le necessarie garanzie di sicurezza dopo la prova di trazione,.
E’ doveroso, quindi, fornire una informazione corretta su come l’Amministrazione di Roma Capitale si è mossa per affrontare e risolvere una situazione molto seria, che coinvolge la sicurezza dele persone, in una delle aree più frequentate da cittadini e turisti.
Gli alberi crollati erano stati monitorati tutti di recente. L’ultimo, caduto il 2 febbraio scorso, era stato controllato il 25 settembre e giudicato in condizioni di sicurezza.
L’età avanzata di questi alberi, oltre 120 anni, combinata con altri fattori quali l’intensità delle piogge, le particolari condizioni del suolo dei siti di impianto, disomogeneo e estremamente compattato; i danni agli apparati radicali portanti causati da decenni di lavori per il rifacimento delle pavimentazioni e dei sottoservizi, hanno determinato un quadro complessivo di fragilità strutturale per molti degli esemplari presenti, determinando un livello di rischio inaccettabile per l’incolumità pubblica che non può essere prevenuto con gli ordinari strumenti di monitoraggio e cura.
Per questo a partire dai giorni immediatamente successivi all’ultimo crollo, abbiamo deciso di costituire un gruppo di lavoro, formato da tecnici esperti, appartenenti agli ordini professionali e al mondo scientifico, per avviare un piano di analisi approfondite su tutti i 54 pini presenti nell’area dei Fori Imperiali.
Considerata il particolare contesto di riferimento, il tavolo tecnico ha deciso di innalzare il coefficiente di rischio applicato alle prove di trazione (da 1,5 a 2) al fine di garantire un livello più elevato di sicurezza per la pubblica incolumità.
Sui primi 36 esemplari, per i quali si sono resi disponibili gli esiti delle verifiche strumentali, 24 sono stati valutati stabili e da sottoporre a ulteriori specifiche indagini sugli apparati radicali, mentre 12 esemplari sono stati ritenuti a rischio in quanto non avevano offerto sufficienti garanzie di stabilità alla luce delle prove di trazione effettuate.
Tutte le decisioni relative alle modalità di intervento sono state condivise con gli enti preposti alla tutela dei monumenti e del paesaggio.
Nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 febbraio i 12 esemplari a rischio sono stati rimossi, in modo tale da consentire il ripristino del transito dei pedoni e degli operai diretti ai cantieri sul lato destro di Via dei Fori Imperiali in direzione Piazza Venezia.
Nei prossimi giorni continueranno le verifiche sulle alberature rimanenti, con l’utilizzo di strumentazione tecnica adeguata (georadar e air spade), con un focus specifico sullo stato degli apparati radicali in funzione dell’applicabilità di misure di conservazione per ciascun esemplarie da realizzarsi attraverso opere di mitigazione del rischio come gli ancoraggi delle zolle.
Tutti gli alberi rimossi verranno sostituiti con altri pini di età e dimensioni adeguate – 20/25 anni e 5/7 metri di altezza – secondo un protocollo di impianto appositamente messo a punto per l’area archeologica dei Fori imperiali.
Il protocollo prevede un’analisi preliminare approfondita delle condizioni del sottosuolo e la progettazione dei nuovi siti di impianto secondo criteri di massima tutela degli alberi e degli apparati radicali.
Il processo di graduale sostituzione delle alberature consentirà di conservare il paesaggio identitario di questa parte della città.
Queste operazioni non implicano conseguenze sulla transitabilità di via dei Fori, che potrà essere riaperta totalmente al massimo a partire da mercoledì 18 febbraio.
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