A Bra abbiamo trascorso due giornate intense per la XV edizione di Cheese 2025, la manifestazione internazionale di Slow Food Events che ogni anno mette al centro il valore del cibo, i saperi, i territori e il lavoro di chi costruisce un futuro più sostenibile.
Cheese è oggi la fiera del formaggio più importante d’Europa e, probabilmente, del mondo. Un vero e proprio universo di culture e gusti che ha invaso Bra dal 19 al 22 settembre, grazie a oltre 400 espositori da 14 Paesi del mondo. Formaggi da buona parte delle regioni italiane, dal Regno Unito, dalla Svizzera, dalla Francia; mostarde diverse dall’Olanda, birre un po’ da ogni angolo del globo, diversi tipi di miele, confetture spettacolari, perfino le arepas dal Venezuela. Perché Cheese è anzitutto un bel mix di colori e sapori, tutti da esplorare e condividere
Sabato 20 nella sessione pomeridiana, insieme all’assessora all’ambiente di Vicenza, Sara Baldinato; Giacomo Pettenati, ricercatore presso l’Università del Piemonte orientale e Simona Giordano del CIHEAM di Bari (Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei) abbiamo discusso di come le politiche pubbliche possono favorire le connessioni tra cibo, agricoltura e turismo per lo sviluppo dei territori. Lo scambio di esperienze e di buone pratiche tra enti locali crea un terreno fertile per tutti.
A seguire degustazione di formaggio pecorino romano, accompagnato da un rosso Roma DOC, e poi lo Chef Marco Morello del Collettivo Gastronomico di Testaccio ha proposto uno showcooking, con la preparazione di tre diversi tipi di pasta cacio e pepe, tipicamente di tradizione romana, utlizzando tre formaggi con diversi gradi di stagionatura.
Domenica 21, nel panel “Cibo e Territorio: come le food policy rivoluzionano le Città”, c’è stato un confronto ricco e stimolante con Anna Scavuzzo, Francesca Ghio, Carlotta Salerno, Maria Rosa Conti, amministratrici rispettivamente di Milano, Genova, Torino e Pesaro. Cinque città, cinque esperienze diverse ma una sola visione comune: rendere la #foodpolicy un elemento centrale dell’azione amministrativa, per garantire a tutte e tutti il diritto a un cibo buono, sano e giusto.
Perché intorno al cibo non c’è solo nutrimento: ci sono pascoli, prati, boschi, biodiversità, tradizioni, culture e comunità. C’è la cura del paesaggio e la responsabilità verso il futuro.
Roma Capitale c’è, con la sua esperienza e la sua voglia di fare rete, perché le città sono protagoniste della transizione ecologica e alimentare.
Un grazie speciale a Giovanni Fogliato e Francesca Amato, Sindaco e Assessora all’Ambiente, Trasporti e Gestione dei rifiuti del Comune di Bra, e a tutto lo staff di Slow Food per la meravigliosa accoglienza che ci hanno riservato.
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